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Ho rimandato, per anni, l’inizio un’infinità di cose.

La tendenza a procrastinare condizionava la mia crescita personale e, inevitabilmente, alimentava la mia scarsa autostima.

Dentro me fermentava il desiderio di cimentarmi in tante cose, ma non riuscivo a prendere un’iniziativa, tantomento a portare a termine quelle miriade di attività a mala pena iniziate.

Avevo bisogno di interrompre quel circolo vizioso del rimandare, incessantemente, ogni cosa. E poi dovevo occupare il tempo con qualcosa che interrompesse quella costante dolorosa che era la paura della solitudine dopo la separazione.

Gli amici mi incitavano ad intreaprendere un’attività sportiva.
“Vedrai quanto ti farà bene”, mi dicevano.
Così ci riprovai, per l’ennesima volta, sottoscrivendo l’abbonamento ad un centro sportivo per l’intero anno. Il cambiamento doveva pur iniziare da qualcosa, no? Un impegno a lungo termine poteva aiutarmi, pensavo.
Neanche a dirlo, la mia pigrizia ebbe la meglio: quell’odioso luogo maleodorante mi vide sgambettare non più di cinque o sei volte.

Nei mesi precedenti provai anche con lo yoga, acquistando un carnet di dodici lezioni. Anche lì, che dire, un fallimento totale. A me, poi, quei mantra recitati da un gruppo di invasati da centro sociale, con l’aria condizionata, proprio mi irritano!

Quanti soldi sprecati…

Una cosa, però, l’ho capita: io e lo sport non siamo compatibili. Meglio tardi che mai.

Arrivò presto la primavera, grazie a Dio! Una stagione che riempie il cuore e ridona buonumore ed entusiasmo. Anche ad un’anima inquieta come me.

In quei giorni incontrai, per caso, una vecchia amica persa di vista un paio d’anni prima e, con lei, ripresi ad uscire e a godere delle fresce serate di primavera. Passammo insieme l’intera estate, tra lacrime e risate.
Le mie lacrime furono ancora abbondanti sino al mese di agosto.
Ma questa è un’altra storia.

A settembre arrivò lui. E tutto cambiò.

All’inizio dietro il monitor di un computer e, successivamente, al telefono per circa un mese, quella strana relazione prendeva forma.

Quanto desiderio celavano quelle parole sussurrate al telefono. La sua voce rassicurante mi faceva sentire avvolta in un caldo abbraccio e mi coccolava. Ero pazza di lui prima ancora di vederlo. Non mi interessava sapere se era biondo, moro, calvo, alto o basso: il mio entusiasmo cresceva senza conoscere il suo aspetto. L’avrei adorato in ogni caso.

Un giorno, però, decidemmo di incontrarci.

Tanti erano i chilometri che dividevano la nostra quotidianità, ma lui non si perse d’animo. Quasi settimanalmente si spostava, per lavoro, dalla sua citta: così, dopo un mese di interminabili conversazioni telefoniche decise di fermarsi da me.
Quella sera la sua voce avrebbe avuto anche un volto.

Era la fine di ottobre quando l’uomo premuroso e romantico stava per materializzarsi.

Uno dei posti più suggestivi della mia città, teatro di grandi opere cinematografiche, fu lo scenario del nostro primo meraviglioso incontro.

Comunicammo tutto il giorno tramite messaggi, mentre l’emozione cresceva, per entrambi.

Le ore che precedettoro quell’appuntamento non pensai ad altro che al momento in cui l’avrei visto per la prima volta.

Trafelata e con la mente confusa dall’emozione, quel pomeriggio tornai a casa per prepararmi all’incontro.

Nel frattempo il suo volo atterrò. Da quel momento non mi telefonò più. Mi inviò messaggi, descrivendo ogni azione che lo avvicinava al fatidico momento che, da tanto tempo, avevamo entrambi immaginato.

“sono appena sceso dall’aereo. Prendo un taxi…”

“sono arrivato in hotel…”

“sono uscito dall’hotel. Il tempo di prendere un taxi e sono da te…”

“sono in taxi: sto arrivando…”

Io arrivai poco prima di lui.
Trepidante scesi dal taxi. Mi guardai intorno. Lui non c’era.

Ero sola in nel piazzale, con una meravigliosa visuale della fontanta da un lato e uno splendido scorcio sulla città dall’altro.
Il cuore batteva all’impazzata, forte come il rumore dell’acqua che scrosciava sul marmo nel grande bacino della fontana alle mie spalle.
Ero imbarazzata e voltata di spalle quando il suo taxi si fermò.

Mi girai lentamente.

Che emozione.

Lo sconosciuto del web era arrivato…

 

 

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2 pensieri su “Un nuovo, inaspettato, inizio.

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