marylin e miller

Fu la più bella degli ultimi dodici mesi. Quella sera. Una sera che non dimenticherò.

Ho conosciuto l’uomo migliore nel momento peggiore. Si, perché avrei dovuto incontrarlo molti anni prima.
Perché quando hai il privilegio di conoscere una persona speciale vorresti non aver perso neppure un giorno di quella vita.
Avrei dovuto centellinare quel respiro. Conservare gelosamente ogni parola, ogni pausa.

Le pause, si. Le sue pause, al telefono, che suscitavano in me un’emozione unica. Un’eccitazione, sospesa, che avrei voluto prolungare il più a lungo possibile.
Momenti in cui la vita ribolle dentro e il desiderio di viverla, appieno, cresce e si alimenta della vita stessa. E diventa fame. Più ne hai e più ne desideri.

Ho conservato tutto nell’anima. Ma lì hanno accesso soltanto i ricordi. Ed io, invece, ho bisogno del contatto. Di respirare quel respiro.

Alcuni messaggi, poco interessanti, arrivarono quella sera, prima del suo.
Non mi presi la briga di rispondere, neppure ad uno di essi.

Il suo, invece, mi sembrò subito diverso. Il suo modo di scrivere era gentile, elegante. Per nulla invadente.
Mi parlò di se in una decina di righe: sufficienti a capire che si trattava di un uomo sensibile e romantico. Un sognatore. Come me.
Immediatamente ci ritrovammo sulla stessa lunghezza d’onda. Malgrado qualche piccola bugia, che quasi subito mi rivelò.

Era sposato. Non viveva nella mia città.

Nulla di trascendentale, pensai. D’altronde sono sposata anch’io.

Anche se solo tecnicamente…
Con queste parole io descrissi il mio status, subito.
Senza preamboli: tecnicamente sono sposata anch’io.
Parole che – disse, lui in seguito – lasciarono una porta aperta. Una porta che non esitò a spalancare.

Una conversazione, via web, con uno sconosciuto che – anche se non riuscivo a comprenderne il motivo – mi stuzzicava. Non potevo smettere. Mi sentivo viva e attratta da quelle parole e da quell’uomo che non voleva uscire allo scoperto.

Solo adesso capisco il motivo di tanto entusiasmo. Certe storie valgono una vita.

-Ehi? dico a te. Se mai mi leggerai-

Poi, però, si rivelò…

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8 pensieri su “Una porta aperta.

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