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L’inizio di una storia d’amore ha sempre quel non so che di fiabesco.

E allora, c’era una volta nel web….

La disperazione post separazione.
Un intero anno di lacrime. Mille consigli dagli amici.

Uno, però, più invitante degli altri, cambiò il naturale corso del mio congenito pessimismo.

Era da un pò che un’amica mi incitava ad imbarcarmi nel mondo degli incontri via web: “iscriviti, è divertente!”

Solo l’idea mi rattristava. Mi sembrava una cosa di uno squallore indicibile. L’ultima spiaggia di una disperata donna diversamente giovane, come me.

“Ma dai!! Ti farà compagnia nei momenti di solutidine!” Mi diceva, tutti i giorni.

Una sera mi buttai. Senza salvagente. Tanto – pensavo – dietro un monitor nessuno può riconoscermi, no?

Mai avrei immaginato di iscrivermi ad un sito di incontri!
Eppure lo feci.
Adesso, lo consiglierei a chiunque. Anche lui…

Mi imbarcai, per la prima volta, in questo luogo virtuale sconosciuto, in una sera di fine settembre. Una sera triste, esattamente come le precedenti trecentosessantacique, trascorse alla ricerca di uno scoglio su cui approdare per non affogare.

Velocemente terminai tutte le procedure per l’iscrizione. Per ultima rimase la scelta della foto. Nessuno mi avrebbe contattata senza.

Sul computer – che acquistai nell’autunno dell’anno precedente, in un momento di disperazione, spendendo, in un sol colpo, quasi mellequattrocento euro – ne possedevo pochissime. Avevo conservato, trasportandole dall’I-phone, soltanto alcune foto dell’estate di due anni prima: l’ultima vacanza trascorsa con il mio ex marito. Ex, di fatto, solo logisticamente.

Quasi mai parlavamo di una separazione legale. In verità, neppure adesso. Spaventa entrambi. In ogni caso, posso vantare, al mio attivo, due traslochi in sei mesi tra lacrime, notti insonni e varie bottiglie di vino, scolate sino all’ultima goccia.
Quei quattro vestiti hanno fatto più strada infilati in una scatola, da un appartamento all’altro, che su di me. Molti dei miei abiti, e diverse paia di scarpe, sono rimasti nella casa dove lui, adesso, vive da solo.
Ricomprai quasi tutto. Persino piatti e bicchieri. Figuriamoci, quindi, se potevo pensare di portarmi dietro delle foto: il ricordo del più grande fallimento della mia vita (anche se la mia psicoterapeuta dice che non devo verderla come un fallimento, mah…).
Le avrei cancellate senza esitazione.

Torniamo, però, a quella fantastica, eccitante, entusiasiasmante sera di fine settembre e alla scelta dell’immagine del profilo.

Volevo, ovviamente, apparire carina, ma anche sobria. Sicuramente non riconoscibile.
Temevo di essere derisa.
Una foto, più delle altre poche tra cui scegliere, mi sembrò quella giusta: capelli legati – con una codina di cavallo che spuntava da dietro – sorriso smagliante, occhialoni scuri – mi facevano sentire protetta e al sicuro – e un costumino color pesca che inaspettatamente fece da esca.

Ecco, ero pronta.

Pochi minuti dopo, lui arrivò.

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14 pensieri su “C’era una volta…

  1. E chi ha detto che una evasione debba per forza essere triste? Perchè essere un’ultima spiaggia? E’ un meccanismo che si ripete per tutti, che com’è normale quasi mai porta a cose diverse dal momentaneo appagamento, ma che è fisiologico e giusto provare almeno una volta per lenire un vuoto… sapendo che si sta lenendo un vuoto! 🙂
    Curioso anche io come Romolo di spere com’è finita!

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  2. Ho voluto iniziare a leggerti dall’inizio per non perdermi nulla, mi piace come scrivi fresca, sincera, colta ma senza troppi fronzoli, mi piace!
    E questa esperienza è molto attuale, così come le preoccupazioni derivanti dal web, nonostante sembri tutto così sdoganato…

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    1. Grazie cara! sto provando a raccontare una storia vissuta “nel mezzo del cammin della mia vita”…per soddisfare il desiderio di scrittura che da anni mi insegue e, innegabilmente, per sfatare il mito di un uomo meravigliosamente dolce e pessimista, che mi ha fatto perdere la testa….
      p.s.: seguirò con molta attenzione i tuoi consigli per la cura del corpo! E grazie per condividerli con tutti noi abitanti del web! A presto!

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      1. Credo che tu stia riuscendo nell’impresa di raccontare e raccontarti senza cadere nel banale, personalmente lo trovo intrigante e mai noioso, brava!
        Grazie per le belle parole, io ho scopi meno nobili e il mio blog è più una finestra aperta per cambiare l’aria stantia della mia vita, trovo piacevole la condivisione specie quando è tranquilla e facile senza pretese, mi auguro di riuscirci e perché no, addirittura migliorare col tempo 😉

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